La Onicocriptosi o Unghia Incarnita

L'onicocriptosi, o unghia incarnita, è una patologia spesso sottovalutata. La sottovalutano i medici che consigliano semplicemente creme ad uso topico e la sottovalutano i pazienti, che tendono a disinteressarsene nella vana speranza che "passi da sola", salvo poi trovarsi con una falange gonfia, rossa e dolorante fino al punto da restituire fitte lancinanti al solo sfioramento.

Quando la situazione comincia ad essere invalidante di solito il paziente decide di intervenire e intraprendere una di tre possibili strade.
O si reca dal medico di famiglia che prescrive appunto creme e, negli stadi più avanzati, antibiotico sistemico. (raramente, purtroppo, il medico di famiglia consiglia la visita podologica)
O si reca in ospedale dove l'unghia viene rimossa interamente con grandissimo dolore, anche se sottoposti ad anestesia locale, e soprattutto con altissimo rischio di recidive, ovvero nuovi incarnimenti a distanza di pochi mesi.
O si reca dal podologo che agendo in maniera conservativa risolve il problema.

pz01primaOnicocriptosi primo dito, laterale, bilaterale con essudato purulento secondario ad infezione, flogosi e granuloma

pz01dopoStesso paziente ad un mese e mezzo dal trattamento

Chiariamolo subito, l'unghia incarnita NON GUARISCE se non si elimina il pezzo di lamina che sta generando la lesione.
L'origine di tutto infatti è un angolo vivo o una spicula, una scheggia, lasciati nel solco con il taglio.
Questi lentamente, ma inesorabilmente, vengono spinti in avanti dalla ricrescita e si infilano irrimediabilmente nella carne, ferendo tanto più quanto più tempo si attende prima di porvi rimedio.
Attendere porta all'infezione della lesione ed alla conseguente flogosi, trasformando il fastidio in un enorme dolore.
Contemporaneamente al procedere della spicula si sviluppa il "granuloma", una escrescenza carnosa, rossa, morbida, che sanguina con estrema facilità. Altro non è che un modo del corpo per difendersi, ma purtroppo è totalmente inefficace.
La presenza del granuloma indica un incarnimento ad uno stadio avanzato.

speroneenormeSpicula lasciata nel solco conseguente ad un taglio errato della lamina.

Molte persone su consiglio di familiari ed amici mettono in atto i così detti "rimedi della nonna", ovvero pediluvi in acqua e sale o bicarbonato. Ebbene la "nonna" una volta spesso non si poteva permettere le cure mediche, o abitava in un paesino sperduto o non conosceva ne esistevano i podologi. I pediluvi non fanno altro che ammorbidire un tessuto che sta cercando di resistere alla penetrazione dell'unghia e veicolano anche nella lesione tutte le impurità ed i germi disciolti nell'acqua che si utilizza, tutt'altro che sterile. I PEDILUVI VANNO ASSOLUTAMENTE EVITATI IN GENERALE, A MAGGIOR RAGIONE QUANDO VI E' UNA QUALSIASI LESIONE SUL PIEDE.
E' ovvio che anche applicare creme antibiotiche o cortisoniche non risolva, come l'assunzione di antibiotici per via orale non risolve. Sono rimedi senz'altro utili per tamponare la situazione, ma solo nell'attesa dell'intervento di un podologo che rimuova la porzione di unghia incriminata permettendo la guarigione.
Non fidatevi delle estetiste e pedicure che si propongono di effettuare questa operazione, peggiorereste solamente la situazione. Senza nulla togliere loro, sono molto competenti nel proprio campo ma l'onicocriptosi non è il loro campo.

pz02primaedopoIncarnimento infetto con ascesso a seguito di incauto trattamento di una estetista, prima e dopo l'intervento podologico.

L'onicectomia totale svolta in ospedale eliminando tutta l'unghia risolve, nell'immediato, ed il paziente, ancora sotto anestesia, esce dall'ospedale tutto contento.
Tuttavia la presenza dei solchi ungueali è strettamente legata alla presenza della lamina che spinge in basso la carne. Quando questa viene a mancare i solchi con il passare delle settimane si riempiono, spariscono, e quando l'unghia, dopo mesi, crescendo si troverà a passare dove prima vi era spazio, troverà dinanzi a se un muro di carne che dovrà spostare per riformare il solco, con un altissimo rischio di reincarnimento.
Oltretutto l'anestesia ha una durata di poche ore e l'intervento lascia il paziente, una volta a casa, alle prese con una lesione estesa quanto tutta l'unghia, dolorosissima, da gestire in autonomia, con il rischio di sovrinfezioni e complicazioni, che anche nella migliore delle ipotesi guarisce lentamente nell'arco di parecchi giorni.

L'intervento podologico consiste invece nella rimozione della porzione di unghia che sta generando la lesione e nella gestione della ricrescita della lamina durante mesi successivi, per scongiurare qualsiasi recidiva.
E' un trattamento risolutivo nel 99% dei casi, rapido, non doloroso ne cruento.
Ovviamente se si è atteso troppo dall'insorgere dei sinotmi, ed il dito si presenta rosso e gonfio, una percentuale di dolore è inevitabile, ed è per questo che il suggerimento più importante di tutti è di non aspettare e di recarsi dal podologo non appena si sospetta l'incarnimento!

incarnimentigraviOnicocriptosi molto gravi e dolorose successive ad un ritardo nel trattamento anche di un anno.

Fondamentale è l'educazione del paziente ad un taglio corretto delle unghie, che è importantissimo per prevenire una onicocriptosi.
Ne il medico di famiglia ne in ospedale si otterranno le giuste informazioni. Il podologo invece coniuga la capacità di agire risolutivamente sull'incarnimento, di analizzare la situazione del paziente a 360 gradi e di fornirgli le indicazioni utili per evitare futuri problemi.
Infatti seppure il taglio errato comporti effettivamente l'incarnimento, tanti altri fattori concorrono al suo insorgere ed inasprirsi, la forma della lamina, del dito, il rapporto con le dita adicacenti e con la tomaia della scarpa.
Tutti aspetti che solo il podologo sa prendere in considerazione e gestire.